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domenica 17 novembre 2013

Firmino

Chi mai sarà?
Beh, il titolo del post dice tutto se conoscete il suo nome, se avete letto il libro...
Adesso è più chiaro ed anche se non avete letto il libro, potete riconoscere da questa immagine che Firmino è un topo... diverso, non comune.
Lui è nato per il desiderio di una ragazza molto speciale.
Inizialmente mi ha solo fornito una serie di descrizioni, ve ne cito solo alcune...
E' lungo circa 14 cm, occhi un pò sporgenti, muso appuntito, corpo magro e testa grande, protuberanza in mezzo alla fronte come una noce, altre più piccole alla nuca e alle tempie, pelo marrone scuro ma bianco sulla pancia...
Un pò strano, vero? Secondo la descrizione non sembra un'immagine molto bella e accattivante, però senza badare alla copertina del libro che forse molti di voi conoscerete così...
... mi sono fatta guidare dalla descrizione e dall'amore che Ely ha per questo personaggio espresso in queste righe che vi prego di leggere ^_^


(Dalla mail di Ely)
Firmino per me è un simbolo. E' il simbolo di coloro che sono emarginati, inascoltati eppure sempre pervasi dalla speranza. Tutti, a mio parere, ci siamo sentiti almeno una volta incompresi. Firmino è un uomo nascosto nel corpo di un ratto. Ha sentimenti, pensieri, ambizioni, perfino desideri sessuali prettamente "umani". Ha una grande capacità immaginativa, compie immensi capolavori letterari, sogna Ginger Rogers e Fred Astaire, trasmigra, con la forza invincibile dei sogni, da un romanzo all'altro. Tuttavia, questa potenza inespressa è racchiusa in un corpicino magro, un pò sparuto, sovrastato da un capo molto grande. Cosa suscita nell'immaginario collettivo un ratto? Disgusto, paura, timore delle malattie ecc...il ratto è un animale che vive ai margini del nostro vivere, il suo quotidiano si fonda sui nostri scarti, la sua presenza è relegata nell'ombra delle fogne e mal tollerata. L'animo sensibile, riflessivo e dedito ai sogni che esulano dall'ultimo modello di I-pod, in una società che si alimenta voracemente dei suoi stessi idoli innalzati e distrutti in pochi giorni, è vissuto con lo stesso riguardo di un ratto.....sappiamo che ci sono queste persone, le sopportiamo a fatica, ma se diventano troppo numerose vanno uccise. Assassinate, alimentandone la solitudine, le ingiustizie.
Firmino è tenero e malinconico, è la bandiera della fragilità commovente e tenace dell'amore e dell'ingenuità. Rischia di morire avvelenato perchè si considera "prole indifesa" del proprietario della libreria ove è nato e cresciuto.
Ho pianto davanti ai suoi tentativi di comunicare con gli uomini, il suo disperante bisogno di dar voce alla Bellezza insita nel suo spirito è stata la mia necessità. Lui, con il suo aspetto così poco convenzionale, con le sue paure e la sua malinconia, è stato ed è il mio amico....amico, sempre. In qualunque momento, soprattutto la sera dove il ruolo sociale viene dismesso e ci sono solo io, con la mia tuta, nessuna cultura, nessuna maschera. Ecco perchè ho desiderato averlo con me, tu mi hai accontentata. Mi hai donato Firmino con tutta la purezza della sua figura, senza limitazioni o aggiunte. E sarà sempre lui a ritrovare i miei pezzi al mattino.


Conoscendo alcune di voi che leggono il mio blog, mi lasciano i commenti o mi scrivono mail... vi immagino colpite, commosse... un pò come è successo a me e questo topino che secondo la prima descrizione era così estraneo al modello standard di un ratto normale, difficile da accettare è diventanto pian pianino così familiare e vicino anche senza aver mai letto il libro.
Liberandomi da quell'immagine di Firmino già illustrata, ho immaginato e modellato secondo pensieri e sentimenti di Ely che a lavoro finito lo ha riconosciuto, il Firmino che aveva sempre sognato...
Ely è una ragazza sensibile, quando mi scrive sembra lo faccia per versi, ha un'anima poetica, la poesia è il suo rifugio.
Leggete qui di seguito quanto è in grado di esprimere attraverso questa... sono sicura che non può lasciarvi indifferenti... una poesia scritta mentre io lo modellavo.


Per Firmino

Anni e giorni sono trascorsi
da quando
ti chiamai, "compagno", nelle orecchie
salutando.
In tutto questo tempo
io ho soltanto
attraversato il mio Paese,
mutato studi,
amato,
visto meraviglie
e disperazione.
Tu adesso,
mio compagno e nemesi,
stai aprendo gli occhi
dalla quieta porta di due mani amorevoli
e sei cresciuto
e mi stupisci
e mi comprendi senza muovere un passo.

Mio caro Firmino,
ogni conquista ottenuta con la ragione
e nulla al paragone
del pensiero splendente di te
che cresci ogni giorno.

Bellissima vero?
Spero questo post e Firmino stesso vi siano piaciuti e vi abbiano lasciato qualcosa al di là della creazione in se stessa che è in pasta di mais, ad esclusione della coda realizzata in tessuto e dei baffi in nylon.
Un abbraccio grande a tutte voi <3

venerdì 27 aprile 2012

Belle e Narciso

 Nel sentiero dei sogni, le piccole fatine dei fiori hanno vista e udito sensibilissimi.
Alcune di loro sembrano sentinelle, sempre vigili ascoltano i sospiri, il pianto, il riso delle persone, perchè per ognuna trovano sempre, al momento opportuno, qualcosa da donare come una goccia di rugiada, una foglia, un petalo, un polline di soffione.
Loro sanno sempre qual è il regalo più giusto, è il battito del loro cuoricino a sussurrarglielo non appena vedono le strane azioni degli umani, come quella di Laura in un giorno insolito di primavera.
Forse non se ne sarà mai accorta ma di solito due fatine dei fiori la osservano dalla finestra mentre in camera sua sogna ad occhi aperti, scrivendo e disegnando.
Pochi lo sanno, ma alcune fatine intuiscono molto della grafia e dai disegni e sanno che Laura ha un cuore grande, che spera, ama, donando così gioia ai loro sguardi tutti i giorni tranne uno.
In quel giorno insolito di primavera, videro Laura pensierosa con una lacrima sul viso e lo sguardo fisso su una tazzina con un decoro di narcisi.
Ecco, era proprio una di quelle azioni strane!
Uno di quei momenti opportuni in cui le fatine erano chiamate a donare.
Le due piccoline infatti volevano intervenire, fare qualcosa, ma non sapevano ancora quale dovesse essere il dono perfetto. Quando Laura andò via dalla camera, le due fatine si avvicinarono frettolosamente alla tazzina, vi guardarono dentro cercando di capire ma videro che questa era vuota. Vi volarono attorno, la osservarono bene dentro e fuori, poi improvvisamente in un attimo non ebbero più dubbi, decisero insieme che doveva essere riempita di profumo, giochi e gioia.
Di comune accordo raggiunsero Belle, la fatina dei narcisi,
 era tra i suoi fiori, proprio lì tra i petali bianchi e gialli che danzavano al vento e risplendevano al sole, giocava con Narciso, un topino suo compagno di giochi.
 Beh, troverete buffo che proprio un topo dalle orecchie più grandi del solito, ma tonde e perfette si chiamasse Narciso, ma del resto nel sentiero dei sogni si sa, ognuno decide chi o cosa sia bello e così Narciso era per Belle il compagno di giochi più bello e divertente.
Belle, messa subito al corrente di tutto quello che le due fatine dei fiori riuscirono a raccontare di Laura, partì subito portando con sè il suo inseparabile Narciso.
Giunti davanti alla finestra semiaperta, entrarono subito in camera di Laura e in un batter d'occhio raggiunsero la tazzina.

 Belle vi sistemò dentro uno dei suoi fiori più belli e Narciso vi si nascose sotto.
 Belle, divertita ma sempre vigile, appena poteva sussurrava all'orecchio di Narciso le sorprese e i giochi che poteva fare a Laura, i momenti più giusti in cui farsi vedere e quelli in cui doveva nascondersi.
 Pur di vedere Laura felice, Belle era disposta ad affidargli il suo Narciso, ma nel sentiero dei sogni sono rari gli episodi di separazione e nei sogni di Laura non ricorre questa parola, perciò Laura prese una decisione... l'unico modo per incontrare Belle era donarle qualcosa, così ripose la sua lacrima vicino ai piedini di Belle che subito tramutò in un bellissimo cristallo...
 e con un sorriso le chiese di rimanere.
La gioia e il consenso di tutte le fatine arrivò tramite una pergamena, che sino al giorno d'oggi è lì con loro, in ricordo di quel meraviglioso e insolito giorno di primavera, in ricordo di ciò che il Narciso significa per loro.

Spero che con questa storia non vi abbia annoiato, è nata cercando di immaginare Laura che conosco solo virtualmente, e guardando una tazzina appartenente ad un servizio di caffè mai utilizzato.
 Belle, Narciso e il fiore sono realizzati in pasta di mais.
Le ali di Belle sono realizzate in carta di riso.
 Questa mia nuova creazione porta un piccola novità, che spero d'ora in avanti e a richiesta, accompagni altre Vanilline, si tratta di una piccola pergamena posta vicino ad un pò di polvere di fata... sono piccoli pensieri...
Spero di avervi regalato un sorriso ^_^ e di aver fatto felice Laura.